Il trading con gli etf

Come abbiamo già imparato in precedenti articoli, gli ETF (Exchange Traded Fund) sono simili nella struttura ai classici fondi comuni di investimento. Anch’essi infatti, posseggono un portafoglio molto variegato. Per quanto riguarda invece il loro funzionamento, gli ETF sono maggiormente associabili alle azioni (alcuni etf azionari qui): si possono scambiare in tempo reale e sono soggetti a commissioni sulle negoziazioni.

In base al volume dei propri scambi, le commissioni possono avere un peso molto diverso sul proprio conto di trading. Più le transazioni saranno numerose e finanziariamente massicce, più alte saranno i costi da pagare agli intermediari.

Abbiamo preparato per voi una lista di nove consigli che vi serviranno per massimizzare il trading sugli ETF.

Non negoziare al limite dell’apertura o chiusura del mercato

I primi momenti dell’apertura del mercato possono risentire della differenza (positiva o negativa) tra il valore di chiusura del giorno precedente e il NAV (valore patrimoniale netto). Questo, per l’investitore, vuol dire cadere nel rischio di assistere a variazioni importanti, se non inversioni di marcia. Questo atteggiamento può avere durata differente a seconda dei vari mercati e dei fusi orari. Lo stesso rischio si corre con le operazioni effettuati al limite della chiusura dei mercati: i market maker cercano di coprire le posizioni e questo fa aumentare la volatilità degli ETF, portando a cambiamenti di prezzi dovuti all’aumento dello spread tra la domanda e l’offerta.

Prestare attenzione alla volatilità

La volatilità fa oscillare i prezzi, rendendo ora più vicino, ora più lontano il NAV rispetto al proprio bid ask-spread (ovvero dalla differenza tra il prezzo di vendita più basso e il prezzo di acquisto più alto). Questa volatilità sarà artefice di un massimo ampliamento del differenziale: per questo motivo è un aspetto che non deve essere minimizzato.

Utilizzare dei limtiti d’ordine

Il limit-order serve, come suggerisce il nome, a limitare il prezzo che si è disposti a pagare per un certo strumento. Si rivela molto utile quando il divario tra domanda e offerta è ampio. Il lato negativo dell’utilizzo del limit-order è che si potrebbe non vederlo eseguito. Si consiglia di utilizzarlo su ETF sufficientemente liquidi e aventi spread ridotti.

Scegliere Etf con una buona liquidità

Consigliamo di negoziare ETF appartenenti a società solide e conosciute, così da poter contare su una forte liquidità. Una buona idea potrebbe essere quella di preferire ETF aventi uno spread offerta-domanda contenuto e che permettano un alto volume di scambi. Così facendo gli ordini verranno eseguiti in tempi rapidi e con poco differenziale.

Controllare l’orologio

Alla base di ogni negoziazione vi è la sistemazione degli orologi! È importantissimo tenere sotto controllo gli orari dei mercati esteri, se il proprio portafoglio comprende titoli appartenenti ad altre nazioni. É consigliabile impostare le proprie transazioni solo quando i mercati sono aperti.

Utilizzare nel modo corretto gli stop-loss

Abbiamo già parlato dell’importanza dello stop-loss. Si tratta di un’opzione che permette di chiudere la posizione in modo automatico quando il prezzo di un determinato strumento scende sotto il livello impostato. Questa tecnica si può, anzi si dovrebbe, utilizzare anche con gli ETF. Impostare uno stop-loss permette di tenere sotto controllo le perdite. Il trailing stop-loss invece permette di aumentare il prezzo limite mentre il valore dell’ETF sale. È molto utile per rischiare poco e massimizzare i profitti. Ma non si tratta di una pratica sempre convincente: quando il mercato conosce un momento di grande volatilità, l’uso degli stop-loss potrebbe escludere il trader dal guadagno di un eventuale rialzo repentino.

Non sottovalutare le commissioni

I traders esperti lo sanno bene: uno dei modi più semplici per perdere il proprio denaro è pagare commissioni troppo alte rispetto ai propri ricavi. È buona norma calcolare sempre quante sono le commissioni richieste sia per l’acquisto che per la vendita. Queste tasse possono farsi pesanti per chi gestisce un alto numero di transazioni, anche se si tratta di piccole somme.

Usare cautela con gli ETF a leva

Come sappiamo, la leva serve ad amplificare la propria liquidità, permettendo di fare trading per importi maggiori rispetto al nostro budget. Gli ETF a leva, allo stesso modo, amplificano i movimenti dei prezzi. Il loro funzionamento a specchio li rende strumenti capaci di riprodurre l’andamento del mercato, sul breve o lungo periodo. Controllare la leva potrebbe non essere semplice: bisogna ribilanciarla frequentemente per assicurarsi che si mantenga nella giusta posizione.

Tenere sotto controllo i market maker

I market makers sono strumenti che servono a generare liquidità e quindi a mantenere i prezzi di domanda e offerta in linea con il NAV degli ETF. Questo vuol dire che maggiore è il numero dei market makers, maggiormente positive saranno le condizioni del mercato. Si può controllare il numero di market makers disponibile direttamente sul sito dell’intermediario scelto, o su quello del proprio circuito di negoziazione.